I.E.S.A.

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Dal 2007 L’Associazione ha intrapreso una collaborazione con l’ASL TO4 per promozione e lo sviluppo del progetto I.E.S.A Inserimento Etero-familiare Supportato di Adulti partecipando alla campagna informativa UNA PAZZA IDEA immagine21 I.E.S.A. È UN SERVIZIO DI VOLONTARIATO. Consiste nell’accoglienza fornita da una famiglia abilitata ad una persona che soffre di disturbi psichici. La Famiglia Ospitante, dopo un percorso di conoscenza con gli operatori in cui si verificano le caratteristiche minime indispensabili per accogliere un ospite, riceve informazioni supporto ed un contributo economico adeguato. Gli Ospiti sono persone sofferenti di disturbi psichici già seguite dal Servizio di Salute Mentale, per le quali l’offerta di un ambiente familiare possa avere un significato terapeutico e riabilitativo. Il Dipartimento di Salute Mentale organizza e coordina l’inserimento tramite operatori qualificati (Equipe Iesa) fornendo sostegno e supporto alla famiglia ed al paziente per tutta la durata del programma e fornisce un indennizzo alla famiglia di circa 1000 euro al mese, sotto forma di rimborso spese.

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Gli Inserimenti in famiglia migliorano le condizioni dell’ospite, della famiglia e della comunità tutta, contribuendo a combattere i pregiudizi e i falsi miti sulla malattia mentale.

Per Informazioni
335-8766809
mail: servizioiesa@gmail.com

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Se clicchi questi link troverai una breve descrizione del progetto e le risposte alle domande che più frequentemente ci vengono fatte.

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Questo è un video che contiene le testimonianze delle nostre famiglie

L’Associazione dal 2016 ha intrapreso una collaborazione con la Chiesa evangelica Valdese nella realizzazione del progetto “Famiglie Accoglienti. I.E.S.A. una nuova cultura dell’accoglienza” finanziato nell’ambito dell’8×1000

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Nel 1993 il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste ha deciso di avvalersi della norma di legge che consente a una confessione religiosa riconosciuta dallo Stato ai sensi di un’Intesa (articolo 8 della Costituzione) di accedere alla riscossione di una quota del gettito dell’otto per Mille dell’IRPEF. Nel prendere questa decisione il Sinodo ha fissato anche alcuni criteri guida. In particolare ha stabilito che i fondi ricevuti non siano utilizzati per fini di culto – ad esempio per finanziare le attività religiose e spirituali della Chiesa, la costruzione di locali di culto o per mantenimento dei pastori – ma unicamente per progetti di natura assistenziale, sociale e culturale. Il Sinodo ha inoltre deliberato che una quota dell’importo totale dei fondi ricevuti dal sistema dell’Otto per Mille sia devoluta a sostegno di progetti nei Paesi in via di sviluppo da realizzarsi in collaborazione con organismi internazionali sia religiosi che laici.


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