Sport ed Inclusione

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Da sempre L’Associazione ha considerato lo sport come potente motore di inclusione sociale ed integrazione delle diversità.

Un esempio è il Gruppo Calcio e le cinque edizioni del Torneo i Fuoriclasse.

12376096_781333875329647_3066200895247409813_nNasce con l’idea di non essere un laboratorio di competitività, ma di possibili incontri e modi di stare insieme. Chi partecipa può essere è infatti caratterizzato dall’estrema gravità del quadro psicopatologico e marcati rischi di esclusione e stigma. Alcuni tra i giocatori presentano anche problemi di grave tossicodipendenza. E’ stato proprio sulla base di tali elementi che sono state fatte le scelte di fondo. Si tratta quindi di utilizzare l’attività sportiva principalmente per finalità inclusive, dove vengono premiate non tanto le capacità calcistiche, di cui peraltro ci facciamo beffe da sempre, quanto piuttosto l’impegno, la costanza e la presenza agli allenamenti.

1488724_781334065329628_3279409807763064051_nL’idea di risultato segue conseguentemente altre logiche che non siano il verdetto del campo, che spesso ci consegna alla storia come perdenti; la nostra idea di un buon risultato passa invece dalla qualità del gioco, dal numero di passaggi tra i giocatori e da un’immagine di squadra che non ci ha mai abbandonato. Interessante, oltre che molto problematico, è anche l’ incontro con altri tipi di disabilità, il fatto di trovarsi di fronte avversari con problemi di deficit intellettivo più o meno grave, o di portatori di menomazioni fisiche anche macroscopiche. Nel tempo si è partecipato a tornei con squadre caratterizzate da cittadini amanti del calcio, ma anche con soggetti portatori di fragilità e situazioni a rischio (disabilità, immigrazione).

12391167_781334068662961_2976322210447649737_nIl riconoscimento di qualunque avversario come nostra possibilità umana di incontro e di relazione, la nostra disabilità e quella del prossimo, la nostra menomazione e quella degli altri. Un grosso lavoro che si è reso necessario nella comunicazione con i giocatori è quello legato all’accettazione di qualsivoglia decisione arbitrale, anche non condivisibile od evidentemente errata. Nell’idea che le proteste, ed il mancato riconoscimento di un giudice sul terreno di gioco non debbano trovare spazio. Come invece avviene regolarmente su terreni di gioco più competitivi.

Oltre al calcio anche gli sport equestri hanno trovato spazio nelle nostre iniziative grazie alla collaborazione con l’Associazione Rubens.

RubensLogo[2640]che si occupa di interventi riabilitativi integrati con adulti e bambini ed in particolare di riabilitazione equestre/ippoterapia e di interventi educativi attraverso lo sport equestre utilizzando la forza e il fascino del cavallo come mediatori nella relazione.

Molte persone a rischio di esclusione hanno trovato posto  e gioia nei progetti scritti assieme ad esempio nel Progetto Zoccolo Duro finanziato dalla Fondazione CRT.

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ettore_tazza

 


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